Movimento #BookDirect
Salta Airbnb, Booking.com e VRBO.
Il markup del 40% resta nelle tue tasche.
Il nostro manifesto
directbooking.direct è gestito da proprietari, per viaggiatori che capiscono che Airbnb, VRBO e Booking.com prendono una commissione dal proprietario e un'altra da te. Sommate insieme, il markup si avvicina al 40% — denaro che finanzia le loro piattaforme, i loro algoritmi e i loro azionisti. Nulla di questo arriva alla tua vacanza.
Prenotando direttamente paghi il valore reale della proprietà. E la nostra speranza come proprietari è questa: che pagando meno, tu possa restare un po' più a lungo — abbastanza da assaporare davvero un luogo, la sua gente, il suo ritmo. Siamo orgogliosi membri del movimento globale #BookDirect.
Ricerca di mercato 2023–2025
Sette fratture strutturali stanno ridisegnando il rapporto tra piattaforme e proprietari. Ogni proprietario che prenota diretto si sottrae a questo sistema.
Per anni Airbnb e Booking.com imponevano clausole di price parity: il proprietario non poteva offrire prezzi più bassi sul proprio sito. La Corte di Giustizia UE nel 2024 le ha dichiarate anticoncorrenziali. Un'alleanza di hotel (HOTREC, coordinata dai Paesi Bassi) sta ora chiedendo danni risarcitori per i due decenni in cui questa clausola ha viguto. Booking.com è nel mirino principale.
In vigore da maggio 2026 in tutti i 27 stati UE: le piattaforme devono trasmettere in tempo reale alle autorità locali i dati di ogni host (identità, ricavi, notti prenotate). In Italia il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è obbligatorio da gennaio 2025 e chi non ce l'ha viene delistato. Molti piccoli proprietari si sono trovati bloccati dalla piattaforma senza preavviso — con prenotazioni già pagate e ospiti in arrivo.
Giugno 2024, Wisconsin: sei persone muoiono in un incendio in un Airbnb. La famiglia ha citato Airbnb sostenendo che la piattaforma non verifica le certificazioni antincendio degli immobili. È il filone legale più pericoloso per Airbnb: se i tribunali stabiliscono che la piattaforma è co-responsabile della sicurezza, cambia tutto il modello.
Gennaio 2025: giuria americana condanna il proprietario a 45 milioni di dollari per riprese occulte in camera da letto. Vrbo è stata trascinata in causa per non aver prevenuto l'episodio. Airbnb ha introdotto policy più rigide ma la responsabilità della piattaforma resta giuridicamente nebulosa.
Scott+Scott ha aperto un'indagine su un presunto accordo tra host e software di dynamic pricing (es. AirDNA, PriceLabs) per gonfiare artificialmente le tariffe in modo coordinato. È una potenziale class action antitrust che potrebbe colpire decine di migliaia di host.
Firenze: dal 31 maggio 2025 vietati tutti i nuovi affitti turistici nel centro storico. I proprietari hanno già presentato ricorsi amministrativi. La stessa dinamica è in corso a Barcellona, Amsterdam, Venezia, e in misura più contenuta nelle Cinque Terre. Le piattaforme non difendono i host nelle sedi amministrative — ogni proprietario affronta da solo i Comuni.
Chi affida l'appartamento a una società che lo gestisce su Airbnb, Booking o Vrbo firma quasi sempre un contratto di locazione. Alla scadenza alcune di queste società invocano l'art. 34 della L. 392/1978 e chiedono al proprietario un'indennità di avviamento fino a diciotto mensilità: una norma del 1978 scritta per il negozio di quartiere, applicata a chi gestisce da remoto con check-in automatico e cassetta porta-chiavi. Con l'art. 27 arriva la seconda pretesa — durata minima di sei anni, che renderebbe nullo il termine più breve liberamente pattuito. Una difesa esiste, perché l'art. 35 esclude l'indennità per le attività senza contatto diretto col pubblico nei locali, ma va costruita nel contratto prima della firma, non quando arriva la lettera dell'avvocato.
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